Santiago Ortiz è un facilitatore di Contact Improvisation e ricercatore del movimento.
“Il corpo è un campo di possibilità, uno spazio in cui la danza emerge dall’ascolto e dalla presenza.” — Steve Paxton
Santiago considera la Contact Improvisation un percorso di conoscenza di sé e un linguaggio profondo di connessione. Con oltre 12 anni di esperienza, la sua pratica è una sintesi di precisione tecnica e abbandono, trattando il movimento come un organismo vivente: qualcosa che muta, si adatta e si espande attraverso un’esplorazione multidimensionale.
Formazione e influenze : il suo approccio pedagogico è stato plasmato da rinomati professionisti come Sasha Dodo, Kira Kirsch, Bari Kim e Kristie Simpson, basandosi su una solida preparazione tecnica acquisita al fianco di Javiera Sanhueza, Sole Medina e Poly Rodriguez. La sua danza è una mappa eclettica in cui l’acrobatica della Capoeira, l’intensità del Flamenco e la fluidità dei ritmi latini convergono con la sensibilità somatica del massaggio tailandese e dell’idroterapia.
“La danza non è qualcosa che si fa, è qualcosa che si permette.” — Nancy Stark Smith
Visione pedagogica :nei suoi workshop, Santiago dà priorità alla creazione di un ambiente sicuro e accogliente. Il suo obiettivo è che gli studenti spoglino il movimento dai suoi condizionamenti, favorendo una connessione autentica in cui la tecnica sia al servizio dell’onestà fisica e della presenza.
Progetti attuali: attualmente residente a Koh Phangan, in Thailandia, Santiago utilizza l’isola come un “laboratorio vivente” (www.contactimporvkhophangan.
“La vera danza è quella che accade nel momento presente: un atto di fede senza forme o aspettative prestabilite; pura resa.” — Santiago Ortiz
Contact Improvisation Festival - Classes
GRAVITY & LINEAGE: The Ritual of Flight
Queste classi sono un invito a esplorare la danza come dialogo tra le forze fisiche della Terra e la narrazione interiore di ogni corpo. Comprendiamo la gravità non semplicemente come una forza verso il basso, ma come la tela su cui le nostre storie personali si trasformano in movimento.
Direzioni, forze e momenti sono il risultato dell’abbandono alla gravità o della scelta di opporsi ad essa, ricercando l’efficienza corporea nel nostro “dialogo con l’invisibile” per sbloccare una danza tridimensionale ed espressiva.
Svilupperemo le capacità per librarci in aria con delicatezza. Invece di usare la forza bruta, cercheremo il momento preciso in cui l’inerzia e l’ascolto facilitano “voli leggeri”, sostenuti nel tempo da atterraggi silenziosi.
Esploreremo come le nostre esperienze di vita creano schemi nel corpo. Useremo piccoli rituali di movimento per passare a diversi stati di presenza, permettendo alla danza di essere un’espressione sincera del momento presente, dove ogni incontro diventa un “rituale personale e intimo”.